Corsi Programma Gol

Incontro di presentazione di corsi afferenti al Programma Gol (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori) sul territorio dei comuni afferenti alla rete di Retegiovani.

Per maggior informazioni:

Laboribus selezione@laboribus.it – 3515635661

Retegiovani info@retegiovani.it – 344 0966075

 

Colloquio di lavoro: ci sono domande che devono rimanere fuori?

Il colloquio di lavoro è uno strumento cruciale per la reciproca conoscenza tra datori di lavoro e candidati in cui va garantita la tutela delle persone e della loro privacy

Il colloquio di lavoro è un passo fondamentale nel processo di selezione del personale. Per una persona che si candida ad una posizione aperta, il primo incontro con quella che potrebbe diventare l’azienda in cui lavorerà va affrontato con preparazione, equilibrio e consapevolezza. Durante il colloquio, tra un candidato o una candidata e l’azienda si stabilisce un dialogo reciproco in cui entrambe le parti cercano di valutare se vi è un’adeguata corrispondenza tra le esigenze dell’una e le abilità e competenze dell’altro/a.

Per comprendere se vi è un allineamento tra le aspettative del datore di lavoro e le aspirazioni del candidato/a, tutte le domande sono lecite?

No: ci sono domande che non andrebbero fatte, che toccano aspetti legati alla propria sfera personale, familiare e alle quali non bisogna sentirsi obbligati a rispondere. Le richieste di un/a bravo/a selezionatore devono avere sempre come obiettivo quello di conoscere la persona che ha davanti, valutando le sue competenze e come possono essere impiegate efficacemente in azienda senza discriminare o violare la sua privacy. Domande che toccano la sfera privata legata al proprio credo religioso, allo stato di salute fisica o psicologica, all’orientamento sessuale, alle proprie opinioni politiche, all’appartenenza sindacale, alla disabilità, all’età, al genere, alle proprie origini o che fanno riferimento allo stato matrimoniale, di famiglia o di gravidanza non devono essere poste.
L’articolo 27 del Codice delle Pari Opportunità tra uomo e donna – Dlgs 198/2006 è molto chiaro, vietando domande come “È fidanzato/a?”, “È sposato/a?”, “Quanti figli ha?”, “Ha intenzione di avere figli?” non solo in un colloquio di lavoro ma anche quando si affronta una selezione per accedere ad attività di orientamento, formazione, perfezionamento e aggiornamento professionale. Eventuali deroghe sono ammesse soltanto per mansioni di lavoro particolarmente pesanti individuate attraverso la contrattazione collettiva. È in virtù di questo articolo e del principio di parità che lo ispira che in tutti gli annunci di selezione o nei concorsi pubblici leggiamo la formula «dell’uno o dell’altro sesso», fatta eccezione per i casi in cui quest’ultimo sia un requisito essenziale per la natura del lavoro o della prestazione. Cosa che, in realtà, è ammessa unicamente nell’ambito delle attività della moda, dell’arte e dello spettacolo dove, in molti casi, la selezione di candidati o di candidate è essenziale per mostrare un abito prodotto o recitare una parte in teatro, al cinema o in televisione. Sempre secondo il Codice delle pari opportunità, le domande inopportune sullo stato di maternità o paternità, sia naturale che adottiva, riguardano anche la richiesta di esplicitare informazioni su come si gestisce la propria famiglia come ad esempio la presenza o meno di una baby sitter o dei nonni che possono accudire eventuali figli.

Chiedere durante un colloquio di lavoro informazioni sulle proprie idee politiche, sulla propria fede religiosa e sulla propria nazionalità od origine è vietato in relazione al Dlgs 215/2003 – Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica.

Anche lo Statuto del Lavoratori vieta chiaramente “al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”.

Le normative per affermare le pari opportunità e intervenire contro le discriminazioni sul lavoro non riguardano solo l’Italia: anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Germania esistono interventi per prevenire le discriminazioni.

Perché almeno una volta nella vita, in un colloquio di lavoro la maggior parte delle persone si è sentita porre domande discriminatorie come queste?

È evidente come queste domande non portino il datore di lavoro o il recruiter a conoscere dati rilevanti per valutare le competenze, le capacità e le esperienze del candidato/a in vista di un inserimento in azienda. Oltre a mettere a disagio la persona sottoposta ad esame, a volte, le modalità con cui il candidato o la candidata risponde a queste richieste possono però indirizzare le scelte organizzative seppur fondandole su motivi discriminatori.

Nella maggior parte dei casi queste domande nascono dall’idea che, ad esempio, la situazione coniugale o familiare possa essere di ostacolo alla capacità di svolgere un ruolo professionale impegnativo; che il periodo di assenza dal proprio posto di lavoro per maternità/paternità significhi una perdita di competenze del lavoratore o della lavoratrice e dell’investimento fino ad allora fatto dall’azienda; che una persona con figli o con genitori anziani debba farsi carico dei familiari perdendo la capacità di investire sul lavoro etc. Per molte piccole aziende la paura di assumere una lavoratrice e doverla sostituire nel giro di un anno o due è un grande limite, economico e non solo.

La situazione è resa difficile anche da un contesto culturale e sociale poco favorevole a chi si occupa del lavoro di cura e che fa fatica ad accettare ed estendere modelli lavorativi che garantiscono un buon equilibrio tra vita privata e lavoro a tutti e a tutte, così come in altri Paesi europei si è fatto. Ad esempio, in Italia è idea comune che, nel caso della presenza in famiglia di bambini o anziani, sia la donna a doversi assentare dal lavoro quando si ammalano o hanno bisogno di cura. Del resto, nel nostro Paese si ritiene spesso quasi impossibile conciliare la creazione e la cura di una famiglia con una vita professionale di successo.

Va detto anche che non sempre i reclutatori intendono discriminare il lavoratore o la lavoratrice che hanno di fronte ma pongono domande legate alla sfera privata in modo ingenuo e senza alcun intento negativo, con l’obiettivo di risultare amichevoli e informali e mettere a proprio agio la persona che hanno davanti.

In altri casi, le aziende vogliono davvero sapere se la risorsa che stanno conoscendo sarà in grado di dedicarsi giorno e notte al lavoro, interpretando gli aspetti più personali come indicatori di quanto la persona possa sacrificare sull’altare del lavoro. Alcuni recruiter sono interessati a valutare il carico di energie impiegato che nella loro prospettiva viene sottratto a quanto è necessario nel lavoro. In questi casi, avere consapevolezza di quelle che sono le domande vietate in un colloquio può diventare un elemento di valutazione dell’azienda che si sta conoscendo. Questi comportamenti possono essere interpretati per capire il tipo di ambiente lavorativo e l’attenzione che l’organizzazione pone alle tematiche legate alla genitorialità, all’accudimento e più in generale al cosiddetto work life balance.

Come rispondere ad un/una recruiter che pone domande discriminatorie?

In casi del genere, è importante rispondere in modo educato e professionale. Si può cercare di riportare il focus del colloquio sulle proprie competenze e abilità, sulle caratteristiche del lavoro offerto eludendo la domanda discriminatoria. Un’altra opzione è quella di scegliere di mettere in dubbio la pertinenza della domanda osservando di non voler discutere della propria vita privata od osservando quanto essa esuli dalla descrizione del lavoro per cui ci si è presentati.
Unicamente nei casi in cui ci si senta a proprio agio nel sostenere il colloquio, si può anche decidere di rispondere alle domande illegali poste dal selezionatore. Forse l’HR o il datore di lavoro che sta conducendo le selezioni ha posto queste domande in modo ingenuo e senza alcun intento discriminatorio. In generale, se ci si sente sicuri/e, è bene comunque far osservare l’inopportunità della domanda: se, nel caso personale specifico, potrebbe non incidere rispetto al proprio accesso al lavoro, in altri colloqui ad altre persone la stessa richiesta potrebbe essere alla base di scelte discriminatorie. Promuovere una cultura di parità ed uguaglianza è compito di tutti noi.

La trasparenza del colloquio di lavoro a sostegno della parità tra i lavoratori

Nella primavera del 2023, il Parlamento ed il Consiglio europeo hanno dato una ulteriore spinta a garanzia di colloqui e annunci di lavoro non discriminatori, mettendo fine al segreto retributivo e rafforzando il diritto di lavoratori e lavoratrici ad avere informazioni chiare sugli stipendi. L’obiettivo della Direttiva 2023/970 – a cui tutti gli Stati membri dovranno adeguarsi entro giugno 2026 – è quello di ridurre il divario salariale di genere nell’Unione Europea, fenomeno individuato come uno dei principali ostacoli all’eliminazione del divario retributivo di genere (o Gender Pay Gap) che nel 2021 si attestava in Europa intorno al 13%. In altre parole, l’indicatore indicava come, per ora prestata, le donne guadagnassero in media il 13% in meno rispetto agli uomini.
Nonostante il principio della parità salariale fosse già sancito dai trattati europei (articolo 157 TFUEdirettiva 2006/54/CE), la sua applicazione è rimasta molto limitata in parte anche a causa di una mancanza di trasparenza che impedisce alle persone che subiscono una discriminazione retributiva di contrastare il fenomeno e presentare ricorso.
In base alle nuove norme, i datori di lavoro avranno l’obbligo di fornire alle persone in cerca di lavoro informazioni sulla retribuzione iniziale o sulla fascia retributiva dei posti vacanti pubblicati, riportandole nel relativo avviso di posto vacante o comunicandole prima del colloquio di lavoro.
Ai datori di lavoro sarà inoltre fatto divieto di chiedere ai candidati e alle candidate informazioni sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro.
Una volta assunti, i lavoratori e le lavoratrici avranno il diritto di chiedere ai loro datori di lavoro informazioni riguardanti i livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore oltre ai criteri utilizzati per determinare la progressione retributiva e di carriera, che devono essere oggettivi e neutri sotto il profilo del genere.

 

Fonte:

https://www.cliclavoroveneto.it/-/domande-che-devono-rimanere-fuori-colloquio-lavoro

#ILLAVOROINUNCLIC: consigli e strumenti per la ricerca attiva di lavoro

ClicLavoro Veneto propone una rubrica dedicata a chi sta cercando lavoro e desidera orientare la ricerca in modo efficace, combinando strumenti tradizionali e soluzioni personalizzate ed integrando abilità e inclinazioni personali con le competenze professionali

 

La ricerca di lavoro è un processo che richiede impegno, riflessione e pianificazione. Affrontare questo processo con una strategia ben definita può fare la differenza nel trovare l’opportunità professionale giusta per te. 

La rubrica di ClicLavoro Veneto #ILLAVOROINUNCLIC si propone di dare consigli pratici e suggerire strumenti concreti utili a guidarti nella ricerca di lavoro.

Scopri in 6 semplici passi come prepararti ad un colloquio di lavoro:

1. Raccogli informazioni sull’azienda
Prima di un colloquio di lavoro, è fondamentale conoscere l’azienda in cui desideri lavorare. Fai ricerche approfondite sulla missione, sui valori e sui prodotti/servizi.

2. Prepara domande e risposte
Preparati a rispondere alle domande comuni di un colloquio di lavoro, ma non dimenticare di preparare anche delle domande pertinenti da porre all’intervistatore.

3. Organizza i documenti
Assicurati di portare con te copie extra del tuo Curriculum Vitae, della lettera di presentazione e di eventuali referenze. Organizza tutto in una cartellina per trasmettere un aspetto curato ed ordinato.

4. Dimostra sicurezza
Mostra fiducia durante l’intervista, sia attraverso la postura che attraverso il linguaggio del corpo. Mantieni il contatto visivo, sorridi e sii sicuro delle tue risposte.

5. Ringrazia l’intervistatore
Dopo il colloquio, invia un’email all’intervistatore per ringraziare per l’opportunità e riaffermare il tuo interesse per il ruolo. Questo dimostra il tuo impegno e la tua cortesia.

6. Mantieni un atteggiamento positivo
Anche se non ottieni subito il lavoro, mantieni un atteggiamento positivo. Ogni colloquio è un’esperienza di apprendimento e potrebbe portare a nuove opportunità in futuro.
Guarda il video disponibile sul canale YouTube di ClicLavoro Veneto:

Segui la rubrica nella sezione “Informazioni > Cercare lavoro > Strumenti per la ricerca di lavoro” di ClicLavoro Veneto e seguici su Instagram Facebook per altri consigli sulla ricerca attiva di lavoro e per scoprire i servizi offerti dalla Regione del Veneto, da Veneto Lavoro e dalla rete dei Centri per l’Impiego del Veneto.

Talenti al lavoro: terza edizione per il progetto che avvicina gli studenti al mondo del lavoro

Gli Istituti scolastici interessati possono presentare domanda di adesione entro il 14 ottobre 2023

Dopo il successo riscontrato nella precedenti edizioni, la Regione del Veneto in collaborazione con Veneto Lavoro promuove la terza edizione del progetto “Talenti al lavoro” con l’obiettivo di aiutare gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori del Veneto a sviluppare le competenze necessarie per affacciarsi in modo consapevole al mondo del lavoro.

Nello specifico, l’iniziativa si rivolge agli studenti iscritti al quinto anno delle scuole superiori pubbliche e paritarie e agli studenti iscritti al terzo e quarto anno delle scuole della formazione professionale e degli istituti scolastici che erogano la formazione IeFP in sussidiarietà, presenti sul territorio regionale.

Le scuole e gli studenti che aderiscono all’iniziativa potranno partecipare a un ciclo di cinque webinar in programma tra ottobre 2023 e febbraio 2024 per conoscere il mercato del lavoro regionale e le sue caratteristiche, imparare come attirare l’attenzione delle aziende attraverso la creazione di un curriculum vitae efficace e utilizzare al meglio gli strumenti e le funzionalità di ricerca delle offerte di lavoro messi a disposizione dal portale ClicLavoro Veneto, oltre a scoprire quali sono le opportunità di formazione disponibili sul territorio dopo il diploma.

Gli Istituti scolastici e le scuole della formazione professionale interessate al progetto possono partecipare all’iniziativa compilando il modulo di adesione online entro il 14 ottobre 2023 indicando gli eventi cui intendono partecipare.

Per maggiori informazioni e per conoscere il calendario dettagliato dei webinar in programma è possibile consultare la pagina dedicata www.cliclavoroveneto.it/talentiallavoro.

Fonte: https://www.cliclavoroveneto.it/-/talenti-al-lavoro-veneto-2023

Borse di studio: pubblicato il bando della Regione del Veneto per l’Anno Scolastico 2022/2023

Il contributo è destinato agli studenti residenti in Veneto iscritti alla scuola secondaria di secondo grado

 

La Regione del Veneto ha approvato il Bando per l’erogazione di borse di studio da destinare agli studenti residenti in Veneto iscritti e frequentanti gli istituti della scuola secondaria di secondo grado nell’Anno Scolastico 2022/2023.

La borsa di studio può essere concessa per le spese di acquisto dei libri di testo, di soluzioni per la mobilità e il trasporto, per l’accesso ai servizi di natura culturale per l’Anno Scolastico 2022/2023. Non è richiesto alcun giustificativo della spesa e nessun requisito di merito scolastico.

Gli studenti destinatari del contributo devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere residenti in Veneto;
  • essere stati iscritti e aver frequentato nell’A.S. 2022/2023 una delle Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado statali e paritarie;
  • appartenere ad un nucleo familiare con ISEE 2023 non superiore a 15.748,78 Euro.

L’importo di ciascuna borsa di studio, di misura non inferiore a 150,00 Euro e non superiore a 500,00 Euro, sarà determinato in base alle domande validamente pervenute alla Regione del Veneto e alle risorse disponibili e sarà erogata dal Ministero dell’Istruzione.

Le domande devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dedicato accessibile dal link iostudio.regione.veneto.itdal 18 settembre 2023 al 20 ottobre 2023.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto,
https://bur.regione.veneto.it.

Work Experience: approvati nuovi progetti del bando Next Generation WE

Stanziati 10 milioni di euro per favorire esperienze di formazione e tirocinio in azienda per disoccupati under 30 e over 30

La Regione del Veneto ha pubblicato i nuovi progetti approvati di Next Generation WE, percorsi di Work Experience finanziati con risorse del PR Veneto FSE+ 2021-2027 costituiti prevalentemente da attività di formazione e tirocinio in azienda della durata di 3 mesi.

Le Work Experience sono una tipologia di politica attiva che hanno come obiettivo favorire l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro di persone disoccupate o che si trovano ai margini del mercato del lavoro, attraverso percorsi di orientamento, formazione e tirocinio che consentano di aggiornare e rafforzare i profili professionali attraverso un’offerta formativa in linea con le specifiche e reali esigenze delle imprese del territorio.

Le iniziative si rivolgono in particolare a persone disoccupate di età superiore ai 18 anni (o inferiore se hanno assolto l’obbligo formativo), beneficiarie e non di prestazioni di sostegno al reddito, residenti o domiciliate in Veneto. In particolare, sono previste due diverse linee di Work Experience:

  • Linea 1 Adulti (disoccupati “over 30”), che si pone in continuità con gli interventi di Work Experience promossi nell’ambito della precedente programmazione 2014-2020 e che prevede lo sviluppo di tutte le competenze necessarie per l’accesso a una professione;
  • Linea 2 Giovani (disoccupati “under 30”), che oltre al classico percorso per l’ingresso nella professione, prevede anche una tipologia di work experience espressamente dedicata alle “professioni del futuro”, il cui obiettivo consiste nell’acquisizione e potenziamento delle competenze relative a profili professionali innovativi, con particolare attenzione all’ambito della sostenibilità ambientale e agli effetti dei cambiamenti derivanti dalla transizione industriale, digitale e green.

Per conoscere i percorsi approvati e prendere contatti con gli Enti per partecipare alle selezioni consultare la pagina di ClicLavoro Veneto dedicata alle Work Experience.

 

IncontraFormazione OSS: Regione del Veneto e Veneto Lavoro presentano i corsi per operatore socio sanitario

L’incontro si terrà online mercoledì 1° marzo 2023 alle ore 16

 

Regione del Veneto e Veneto Lavoro organizzano l’evento online IncontraFormazione OSS per far conoscere i corsi di qualifica per operatore socio sanitario (OSS) e presentare le ultime novità introdotte.

Obiettivo dell’incontro, che si terrà online mercoledì 1° marzo 2023 alle ore 16.00, è approfondire quali siano i requisiti necessari e le modalità di accesso al corso. Durante l’incontro verranno fornite informazioni dettagliate sulla figura professionale dell’operatore socio sanitario, sul percorso formativo e verrà dato spazio inoltre alle testimonianze di operatori del settore che racconteranno la propria esperienza sul campo.

Per partecipare è sufficiente iscriversi compilando il modulo di adesione online. Per maggiori informazioni è possibile contattare il proprio Centro per l’Impiego.

 

https://www.cliclavoroveneto.it/-/incontraformazione-oss-veneto-2023

 

 

BANDO SERVIZIO CIVILE 2023

Hai tra i 18 e i 28 anni?

È aperto per te il bando del Servizio Civile, scade il 10 febbraio, non aspettare l’ultimo momento!

A Xena puoi vivere un anno in un ambiente internazionale in cui potrai sperimentarti nella gestione di progetti europei con un impatto locale, collaborare in vari team, conoscere giovani di altri Paesi, supportare l’organizzazione di eventi sociali ed inclusivi, contribuendo a contrastare le discriminazioni in attività interculturali e su tematiche di genere.

Durata: 12 mesi, 25 ore alla settimana.

Riceverai 444,30 euro mensili (anche per i giorni di permesso e quando segui le numerose formazioni incluse, p.e. sul primo soccorso o specifiche del settore!).

Ci presentiamo! Simon-volontario SCU e Paola-Operatrice Locale di Progetto

Durante il Servizio Civile non si è soli! Puoi sempre contare sull’OLP: ti orienta e supporta nel tuo percorso di crescita e nelle attività.

Leggi subito le info

Prenota una chat se vuoi approfondimenti e domande sulle nostre attività coord@xena.it

http://www.xena.it/bando-servizio-civile-2023/

ITS Academy: riaperti i termini per chiedere la borsa di studio

Gli incentivi saranno assegnati entro giugno 2023 in un’unica soluzione

 

Al fine di sopperire alla carenza di tecnici specializzati segnalata dalle imprese del territorio, e per sostenere quest’ultime nel consolidamento della loro posizione competitiva e nello sviluppo di nuove competenze, la Camera di Commercio di Padova ha approvato il “Bando di assegnazione di n. 115 borse di studio per incentivare l’iscrizione di studenti del territorio ai corsi di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) organizzati nella provincia di Padova”.

Gli ITS Academy sono scuole ad alta specializzazione tecnologica che in Veneto registrano un tasso di occupazione a fine corso dell’88% grazie ai loro percorsi di studio fortemente orientati all’applicazione pratica in azienda, all’innovazione e allo sviluppo 4.0.

Destinatari delle borse di studio sono i giovani:

  • in possesso del diploma di scuola superiore;
  • che intendono iscriversi nell’anno 2022-2023 al primo anno di un corso di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) organizzato nella provincia di Padova

Successivamente alla formalizzazione dell’iscrizione al corso ITS e alla verifica dell’effettiva frequenza allo stesso, la Camera di Commercio di Padova assegnerà le borse di studio del valore di 800 euro ciascuna.

Le domande di concessione della borsa di studio dovranno essere inviate, entro il 09/12/2022, tramite Pec all’indirizzo orientamento.lavoro@pd.legalmail.camcom.it indicando nell’oggetto “Domanda Borsa di studio ITS 2022 – Cognome Nome del richiedente”.

Per il bando completo e per maggiori informazioni consultare la pagina dedicata del sito della Camera di Commercio di Padova, www.pd.camcom.it.

 

Carta Giovani Nazionale: opportunità, esperienze e servizi riservati ai giovani fino ai 35 anni

Lo strumento fa parte del circuito EYCA (European Youth Card Association), organizzazione no profit che si occupa di promuovere la mobilità e la cittadinanza attiva degli Under 35

 

Nasce la “Carta Giovani Nazionale” (CGN), iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Lo strumento digitale permette ai giovani di acquistare beni e servizi e di fruire di opportunità offerte da aziende pubbliche e private, Istituzioni e brand internazionali, beneficiando di agevolazioni e percorsi mirati.

Destinatari dell’iniziativa sono i giovani, tra i 18 e i 35 anni, residenti in Italia.

Tra le misure promosse dai partner, i beneficiari avranno accesso ad opportunità professionali in Italia e in Europa e a iniziative dedicate nei settori casa, energia, viaggi, tempo libero, sport, cultura, stili green, mobilità sostenibile, formazione.

La Carta Giovani Nazionale è disponibile gratuitamente in formato digitale accedendo all’App IO. All’interno dell’App è inoltre possibile verificare i partner che aderiscono all’iniziativa e le relative opportunità offerte.

Per maggiori informazioni consultare la sezione dedicata del sito Giovani 2030, www.giovani2030.it.